La clausola di salvaguardia ticinese piace!

La clausola di salvaguardia ticinese piace!

di Andrea Nava 

Rivotare sul 9 febbraio. Parola di Christoph Blocher. Infine, anche l’UDC si è resa conto che l’iniziativa è in contrasto con il principio della libera circolazione. Egli stesso ribadisce infatti che il principio del testo rimane, ma «possiamo discutere su come raggiungerlo».  Parole che danno forza alla proposta del governo ticinese della «clausola di salvaguardia» incentrata sul mercato del lavoro, presentata e seguita da Christian Vitta.

La proposta sembrerebbe trovare sostegno anche in una parte dell’UDC. Gli obiettivi della stessa sono già stati presentati da Vitta ai suoi colleghi direttori delle finanze e lo stesso ministro si è detto soddisfatto del fatto che se ne stia discutendo a livello nazionale. La proposta ticinese non fa l’unanimità di tutti i cantoni, ma questo era scontato. Vuoi per ripicca verso il Ticino che ha giocato un ruolo decisivo a favore dell’iniziativa, vuoi per altri motivi. Nonostante ciò, il nostro Cantone si sta inserendo in modo attivo nel dibattito in corso con un approccio propositivo e costruttivo, riuscendo, nel contempo, anche a far conoscere le particolarità del Cantone, soprattutto dal profilo del mercato del lavoro.

La proposta potrebbe rappresentare una via applicabile per riunire il buono degli Accordi bilaterali con la necessità, in determinate situazioni, di tutelare maggiormente il mercato del lavoro. Bene dunque l’approccio propositivo e costruttivo del ministro ticinese. E chi lo sa che la tanto ricercata quadratura del cerchio non arrivi proprio dal Ticino…

OL del 27.11.15